A Roma le Fiamme Gialle hanno identificato un totale di 13 lavoratori intenti a prestare la propria opera. I successivi e immediati riscontri documentali, volti a verificare la regolare sussistenza dei rapporti d’impiego e l’osservanza della legislazione sociale, hanno permesso di accertare che 4 dipendenti erano completamente “in nero”. Le attività ispettive hanno inoltre consentito di rilevare, in 2 casi, l’avvenuta corresponsione delle retribuzioni mensili attraverso l’impiego di denaro contante, in palese violazione delle norme sulla tracciabilità dei pagamenti.
Il secondo filone ispettivo si è sviluppato nel quadrante del X Municipio nei confronti di una ditta individuale adibita ad autolavaggio. All’atto dell’accesso, i Finanzieri hanno individuato 2 soggetti stabilmente inseriti nell’organizzazione aziendale, accertando che uno di essi prestava la propria attività in totale assenza di un regolare contratto di assunzione e senza alcuna comunicazione agli enti competenti.
Il contrasto al lavoro sommerso risponde a imprescindibili esigenze di ordine sociale ed equità economica.
La preventiva comunicazione obbligatoria (UNILAV) costituisce lo strumento tecnico fondamentale attraverso cui lo Stato monitora la regolarità delle posizioni occupazionali, garantendo l’attivazione automatica delle coperture assicurative contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e delle tutele previdenziali e assistenziali (INPS).







