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SEMPRE PIÙ A RISCHIO I NOSTRI MARI

L’altra grande minaccia per i mari è il riscaldamento globale, che provoca il fenomeno della “acidificazione”, ma anche le plastiche e microplastiche. L’aumento della CO2 in atmosfera fa aumentare proprio l’acidità delle acque: 1/4 dell’anidride carbonica atmosferica finisce disciolta. Ciò impedisce ai gusci e alle conchiglie di formarsi, mettendo a rischio plancton, molluschi bivalvi, coralli, e tutta la catena alimentare che parte da loro, compresi pesci e crostacei mangiati dall’uomo.

Il riscaldamento delle acque poi fa morire i coralli (il fenomeno dello sbiancamento), modifica gli habitat degli animali marini, mettendo alcune specie a rischio, e fa sciogliere i ghiacci dei territori polari, facendo aumentare il livello degli oceani e minacciando le zone costiere abitate dall’uomo.

Specie aliene di nuova introduzione, stock ittici sovra sfruttati, rifiuti in grande quantità, anche il mar Mediterraneo soffre fortemente.

Sono 243 le specie aliene identificate nei mari italiani, di cui il 68 % è ormai stabile lungo le nostre coste. Le aree a maggior rischio di introduzione sono i porti e gli impianti di acquacoltura: in queste zone sono 47 le specie aliene rilevate negli ultimi anni, delle quali 24 di recente introduzione.

II 75 % degli stock ittici nel Mediterraneo sono sovra sfruttati, ma 6 anni fa erano all’88%: le azioni di sostenibilità stanno dando i loro frutti.

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