NEL LAZIO CRESCONO LE LIBERE PROFESSIONI

“Il Rapporto sulle libere professioni nel Lazio realizzato dall’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni è uno strumento prezioso per comprendere e avere una visione d’insieme di quello che sta accadendo nel mondo del lavoro, in particolare dei liberi professionisti”, queste le parole dell’assessore al Lavoro e nuovi diritti della Regione Lazio Claudio Di Berardino a margine dell’evento online di presentazione del Rapporto di Confprofessioni.

“È un’istantanea – prosegue Di Berardino – che ci restituisce l’immagine, sicuramente, di un anno durissimo, ma descrive anche un settore che ha saputo reagire alla crisi pandemica. L’impatto del Covid nell’ultimo anno si è fatto sentire con un calo di oltre 18mila lavoratori delle libere professioni ma il Lazio è in controtendenza, registra invece nel medesimo periodo la crescita maggiore in Italia (+20.306 liberi professionisti) con il +11,1%. Dal rapporto si evince come le professioni scientifiche in ambito socio-sanitario e scientifico in generale siano state quelle maggiormente cresciute, e si rileva anche una buona partecipazione da parte dei giovani tra i 15 e i 34 anni. Preoccupa vedere al contrario come il gap di genere in tutta la penisola sia marcato non solo nel numero, ma anche nella retribuzione tra lavoratrici e lavoratori”. Dati importanti per pianificare delle politiche del lavoro attive, in cui i lavoratori siano trasversalmente tutelati. Recentemente in Regione Lazio è stato firmato un Protocollo con le parti sindacali e datoriali che prevede 21 diverse azioni per promuovere la formazione e la buona occupazione per i giovani, le donne, le persone con disabilità, i disoccupati e i percettori di ammortizzatori sociali, mettendo in campo 250 milioni di euro.

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