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Latina, pubblicato il rapporto semestrale della Dia




È stato pubblicato l’ultimo rapporto semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, quello relativo al secondo semestre del 2020, il periodo in piena pandemia che ha accentuato le conseguenze negative sul sistema sociale ed economico italiano. Tanti i comparti produttivi che hanno sostenuto notevoli perdite, difficoltà finanziarie  che favoriscono le attività delle organizzazioni malavitose, per altro sempre più orientate verso una sorta di metamorfosi evolutiva volta a ridurre le strategie cruente per concentrarsi progressivamente sulla silente infiltrazione del sistema imprenditoriale. I sodalizi mafiosi infatti potrebbero utilizzare le ingenti risorse liquide illecitamente acquisite per “aiutare” privati e aziende in difficoltà al fine di rilevare o asservire le imprese in crisi finanziaria. Tale strategia mafiosa si rivelerebbe utile anche per il riciclaggio e per l’infiltrazione nei pubblici appalti. Il Procuratore Nazionale Antimafia, Federico CAFIERO DE RAHO ha rilevato che: “… La modernizzazione delle mafie si completa nel reinvestire capitali in soggetti economici deboli; in quei soggetti che non trovano più un accesso al credito bancario per la crisi. Le mafie non hanno bisogno di firmare atti, non hanno bisogno di documenti; al contrario occultano comportamenti illeciti con lo schermo di soggetti solo apparentemente sani, entrano così nel mercato dell’economia legale. Lo stesso rapporto fa riferimento per la regione Lazio alla presenza diversificata di organizzazioni criminali, “espressione di qualificatissime proiezioni soprattutto di camorra e ‘ndrangheta, che convivono e all’occorrenza fanno affari con quelle autoctone”. Si fa riferimento al clan Di Silvio, la cui operatività, per mezzo di tentati omicidi e atti intimidatori di vario generi, “può a tutti gli effetti essere ricondotta ai canoni dell’azione mafiosa”.       La Dia fa riferimento anche all’operazione Movida Latina che ha visto l’arresto di cinque persone accusate di associazione di stampo mafioso, rapina, estorsione, atti persecutori, violenza privata e reati legati agli stupefacenti.
La Dia fa riferimento anche all’operazione Cleaning, nel corso della quale la guardia di finanza ha eseguito un decreto di confisca nei confronti degli eredi di un soggetto considerato elemento di vertice del clan Tripodo- Trani, deceduto nel 2019 e condannato per associazione di tipo mafioso. Un territorio appetibile per la camorra quello della provincia di Latina. Il rapporto lo definisce un territorio che può facilmente prestarsi al rifugio per latitanti, al riciclaggio e al reimpiego dei capitali nei settori dell’edilizia e del commercio soprattutto nel circuito agroalimentare e della ristorazione. Nell’area pontina ci sono dunque elementi attivi dei clan di camorra facenti capo ai Casalesi, ai Moccia, ai Mallardo, ai Giuliano e ai Licciardi. Poi l’operazione Touch & Go, i carabinieri hanno eseguito una misura cautelare a carico di 22 persone ritenute responsabili di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, armi, minaccia e violenza privata. Il gruppo, sotto la guida di due fratelli di Secondigliano, puntava a monopolizzare lo spaccio nella frazione di Scauri di Minturno. Ancora l’operazione Dirty Glass che ha portato a un provvedimento cautelare nei confronti di 12 soggetti accusati di reati fiscali, estorsione aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni. A Santi Cosma e Damiano la Finanza ha eseguito un decreto di confisca nei confronti di un imprenditore ritenuto contiguo ai Gallo-Limelli-Vangone. L’attenzione degli interessi criminali resta poi costante sul Mof, il Mercato ortofrutticolo di Fondi. Ancora il fenomeno del caporalato con Job Tax che ha portato ad indagare 7 persone per associazione a delinquere dedita allo sfruttamento della manodopera straniera, estorsione e impiego illecito di fitofarmaci non autorizzati.

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