L’arco alpino è sempre più sotto scacco della crisi climatica. Non solo zero termico in quota e temperature sempre più calde, ma anche eventi meteo estremi che lasciano il segno rendendo ghiacciai e montagne sempre più fragili e instabili.
Da inizio anno a luglio, secondo l’Osservatorio Città Clima di Legambiente, sono 83 gli eventi meteo estremi registrati nelle regioni dell’arco alpino. Piogge intense e alluvioni i fenomeni che si ripetono con più frequenza. Particolarmente evidenti le instabilità naturali, ossia frane e colate detritiche torrentizie, osservate nel settore del ghiacciaio Ventina, sorvegliato speciale di questa seconda tappa di Carovana dei ghiacciai, la prima in Italia dopo quella fatta in Svizzera.
Un ghiacciaio in forte arretramento e che esprime bene la correlazione tra variazione di temperature, precipitazione nevose e spostamento della fronte del ghiacciaio,anche in positivo come nel caso dell’avanzamento evidenziato per gli anni 1973-1988 dalle campagne glaciologiche CGI e SGL.
Altro campanello d’allarme è rappresentato dai fenomeni di instabilità. Le osservazioni effettuate durante da tappa della Ventina indicano che nell’area è in atto una forte deglaciazione cui si sovrappongono altri fenomeni di instabilità naturale, quali frane e colate detritico-torrentizie.






