GHIACCIAI SEMPRE PIÙ IN SOFFERENZA

Estate da bollino rosso anche per le Alpi, sempre più calde e fragili e con i ghiacciai che fondono a ritmi ormai preoccupanti. A favorire ciò temperature elevate, zero termico, ridotto innevamento residuo e siccità primaverile, tutti figli della crisi climatica. Sull’intero arco alpino aumentano le anomalie termiche generalmente comprese tra +2°C e +4 °C rispetto alla media climatica 1991-2020 (fonte Copernicus), così come i periodi di siccità e la precocità del caldo estremo, quest’ultimo già evidente dalla seconda metà di maggio. Lo zero termico in quota dalla seconda metà di giugno si è mantenuto frequentemente tra 4.800 e oltre 5.000 metri, favorendo una fusione precoce della neve e condizioni critiche per i ghiacciai alpini e più in generale le vette. Giunta alla settima edizione, Carovana dei ghiacciai 2026 è la campagna internazionale di Legambiente, che osserva i ghiacciai alpini in Italia e all’estero in partnership scientifica con la Fondazione Glaciologica Italiana e in collaborazione con CIPRA ITALIA.

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