Spunta un possibile movente nella vicenda che ha visto mamma e figlia di Pietracatella in provincia di Campobasso avvelenate con la ricina nel corso delle feste di Natale. Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi di 50 anni e della figlia 15enne Sara Di Vita, proseguono a ritmo serrato e nella mattinata di venerdì sono stati ascoltati in questura a Campobasso alcuni dei parenti più stretti delle donne. La procura di Larino sta lavorando infatti, sui rapporti familiari e a quasi cinque mesi dal duplice omicidio, si torna a concentrare l’attenzione sulla sfera familiare. “Zia” Laura, cugina del padre, è stata interrogata per la quarta volta.
La Procura di Larino coordina l’inchiesta mentre in Questura a Campobasso proseguono le audizioni di persone informate sui fatti. La Squadra Mobile sta incrociando testimonianze, movimenti e rapporti personali ricostruiti negli ultimi mesi. Gli investigatori stanno verificando anche eventuali contraddizioni emerse nelle deposizioni raccolte. Nei giorni scorsi è stata acquisita la copia forense del telefono di Alice Di Vita, figlia maggiore della famiglia. L’inchiesta procede per duplice omicidio volontario contro ignoti e per omicidio colposo nei confronti di cinque medici del Cardarelli di Campobasso.







