INIZIATI I LAVORI SUI DISPOSITIVI

Si continua a scavare sui contatti delle parti coinvolte e nelle vite delle vittime per fare luce sulla drammatica vicenda, quella che ha portato il piccolo paese di Pietracatella in provincia di Campobasso, nel periodo delle scorse festività natalizie, alla ribalta delle cronache nazionali. Nella giornata di venerdì, le parti coinvolte nell’inchiesta sul presunto avvelenamento da ricina di Antonella Ielsi e della figlia Sara Di Vita, hanno preso parte in questura a Campobasso alle attività relative ai nuovi accertamenti tecnici non ripetibili su telefoni e computer, effettuati da personale dello Sco, delegato dalla Procura di Larino. Gli esperti informatici dell’Anticrimine hanno incominciato a estrarre i dati dai 7 dispositivi elettronici prelevati nella casa della famiglia Di Vita (due iPhone, due modem, un tablet, un pc portatile e due Samsung e Redmi).

Alle operazioni erano presenti i legali delle parti offese e i consulenti.

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