È stato ipotizzato il reato di omicidio colposo nei confronti del medico in servizio nel pronto soccorso dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino che, all’alba del 5 aprile scorso, trattò il caso di Charles Baffour, l’universitario di 24 anni immigrato dal Ghana e morto proprio in quel giorno. La Procura della repubblica di Cassino ha chiuso le indagini nelle scorse ore contestando al medico il fatto di non aver tenuto conto che la caduta dal monopattino avrebbe potuto determinare lesioni interne, di non avere disposto gli accertamenti di laboratorio basilari come emocromo, gruppo sanguigno, coagulazione, funzionalità renale, elettroliti, glicemia, alcolemia. Inoltre, di essersi limitato ad esaminare le escoriazioni sul volto senza verificare eventuali altri segni di contusione nella zona dell’addome, di non avere disposto una Tac addominale limitandosi a quella cranica, di avere dimesso il ragazzo intorno alle 3 e mezza della notte, dopo due ore di ricovero e con una prognosi di zero giorni.
Charles Baffour era arrivato in Pronto Soccorso poco dopo l’una e mezza della notte, presentava dolori addominali e toracici che – dice la Procura – non vennero approfonditi. Una volta dimesso rimase su una barella nel corridoio del Pronto Soccorso, senza che qualcuno lo monitorasse. La gravità della situazione venne scoperta solo l’indomani intorno alle 8 quando il turno montante andò a recuperare la barella: il ragazzo era moribondo e l’immediato intervento chirurgico al quale venne sottoposto fu inutile. Le indagini hanno poi accertato che aveva una frattura della milza e del rene sinistro che avevano de terminato una grave emorragia interna. Per la Procura un intervento tempestivo avrebbe potuto evitare l’esito fatale. Escono dall’indagine gli altri 6 tra medici ed infermieri in servizio quella notte: se entro venti giorni l’indagato non fornirà nuovi elementi ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo, che riguarda solo il medico responsabile della valutazione clinica.






