La donna era già stata accusata di furto, azioni che sarebbero state portate a termine all’interno della Chiesa di Santo Stefano ad Alatri, il danneggiamento della statua di Padre Pio, perpetrato all’interno della Chiesa di San Benedetto a Frosinone, il danneggiamento e il furto dei dispositivi di amplificazione acustica della Chiesa di Madonna della Neve, nonché il danneggiamento, ai danni della statua della Madonna di Lourdes, avvenuto in una nicchia votiva pubblica di via Madonna delle Rose.
Dopo l’acquisizione di nuove immagini e la successiva perquisizione del 24 aprile gli inquirenti hanno ricostruito un grave quadro indiziario nei confronti della donna anche a seguito delle azioni sacrileghe messe in atto dalla stessa nella giornata del 26 gennaio in due luoghi di culto del capoluogo.
Dalla Chiesa della Sacra Famiglia sono state portate via anche una tovaglia e altro materiale, riposti in una borsa, sequestrata alla donna lo scorso 20 aprile.
La donna ha sempre agito a volto scoperto, in pieno giorno, perfettamente riconoscibile anche dagli indumenti usati, custoditi in casa, così come alcuni paramenti ed oggetti sacri, sottratti nei luoghi di culto.






