In Italia nel 2025 oltre due cani su dieci, circa 3mila, di quelli che sono entrati nei canili rifugio di 221 comuni mappati da Legambiente, non sono stati né adottati, né restituiti ai proprietari, né adottati dalla comunità come cani di quartiere. Parliamo di incroci di diverse razze che rischiano di vivere per lungo tempo e a vita in queste strutture. Legambiente, partendo dal dato ricevuto direttamente dai Comuni, stima che, a livello nazionale, possano essere oltre 14mila i cani che, nel 2025 e ad ora, rischiano questa sorte. Tra le cause principali e più frequenti che fanno riempire i canili rifugio, più dell’abbandono estivo, ci sono le cucciolate casalinghe incontrollate, le conseguenze del crescente mercato online, la mancata iscrizione all’anagrafe, con cani che quindi restano invisibili al sistema finché non finiscono vaganti in un canile insieme ad una diffusa mancata formazione di base da parte di chi vuole avere un animale. Tutto ciò costa molto caro non solo agli animali ma anche alla collettività. Mantenere un cane in canile rifugio per un anno costa intorno ai 1.900 euro e per un animale divenuto inadottabile quella cifra si ripete ogni anno. Insegnare, invece, al proprietario a prendersi cura del proprio cane costa, una sola volta, tra 100 e 250 euro: da otto a diciannove volte di meno. Un’azione preventiva che riduce moltissimo le rinunce alle prime difficoltà di gestione e aumenta di molto il benessere degli animali.
A scattare questa fotografia in occasione della giornata internazionale del cane randagio che si celebra il 27 luglio, è il XV rapporto nazionale Animali in Città di Legambiente. In Italia, denuncia Legambiente, manca una formazione di base da parte di chi decide di prendere un animale e il Paese paga l’assenza di una efficace strategia di prevenzione che unita alla fragilità finanziaria fa radicare da un lato il randagismo e dallaltro” alimenta i canili rifugio.
Legambiente indirizza sei proposte operative al Parlamento chiedendo in primis l’adozione di un fondo nazionale vincolato per i servizi veterinari essenziali come sterilizzazioni, anagrafe, gestione del randagismo e, allo stesso tempo, corsi di formazione gratuiti e obbligatori per chi decide di prendere un animale con sé.






