Costi di produzione sempre più elevati e prezzi riconosciuti agli agricoltori, che in molti casi, non consentono neanche di coprire le spese. Una crisi aggravata dai conflitti internazionali, dai cambiamenti climatici e dalle difficoltà di mercato, che mette a rischio la continuità delle aziende agricole del territorio. Per questo Coldiretti Lazio ha chiesto alla Regione una serie di misure per contenere l’impatto del caro gasolio e sostenere tutte le filiere: dal settore ovicaprino a quello bufalino, fino a quello del grano duro. Ad aggravare una situazione già fortemente compromessa anche i danni causati dalla fauna selvatica.
La richiesta più importante è quella di un contributo sul gasolio agricolo, ad integrazione delle misure nazionali adottate per fronteggiare i rincari legati al conflitto in Iran, tra cui il credito d’imposta sui carburanti. L’obiettivo è contenere gli oneri che pesano sulle lavorazioni, sulle semine, sugli allevamenti e sulle produzioni in serra, garantendo la continuità delle attività.
Accanto al sostegno sui costi energetici, Coldiretti Lazio ha chiesto interventi per le filiere strategiche in crisi, tra cui il grano duro e i comparti ovicaprino e bufalino. Le richieste si inseriscono in un’azione più ampia a tutela dell’agricoltura regionale, alle prese con margini sempre più ridotti, difficoltà di mercato ed emergenze climatiche e sanitarie.
A completare il pacchetto, la richiesta di un nuovo intervento specifico sulla fauna selvatica, soprattutto nelle aree parco, dove i danni alle coltivazioni e ai raccolti mettono a rischio la sopravvivenza delle aziende.
