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52 MISURE CAUTELARI A SANTA MARIA CAPUA VETERE





Misure cautelari nei confronti di 52 appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria in provincia di Caserta. L’operazione è relativa ai fatti accaduti presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile dello scorso anno, quando dopo una rivolta in carcere durante la pandemia, vi fu la reazione da parte degli agenti della polizia penitenziaria, fatti raccontati da diversi detenuti che avrebbero parlato di un pestaggio vendicativo nei loro confronti. Il 5 aprile 2020, dopo aver appreso della positività al Covid di uno dei detenuti, c’è stata una protesta di alcuni internati del reparto Nilo consistita nella cosiddetta “battitura”, cioè del battere oggetti contro le porte delle celle, e nel mancato rientro in cella di un gruppo di facinorosi. Una protesta che rientrò già nel corso della serata dello stesso giorno. Il giorno successivo, già dalle prime ore del pomeriggio, si registrò un notevole afflusso di persone in servizio nei vari reparti della penitenziaria a livello regionale. Secondo gli inquirenti, gli agenti avrebbero prelevato i detenuti dalle sezioni del reparto Nilo costringendoli a subire una serie di violenze fisiche e psicologiche. In particolare, i reclusi sarebbero stati costretti ad inginocchiarsi, denudarsi, fare flessioni oltre a ricevere calci, schiaffi, pugni, manganellate e testate da parte degli agenti che indossavano caschi antisommossa. Proprio le denunce dei detenuti hanno portato la Procura ad indagare su 144 agenti della polizia penitenziaria.

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