Sequestri, torture e un attentato: sgominato il gruppo del terrore a Roma. Le vittime venivano prelevate dalle loro case, portate via di forza nel cuore della notte e trascinate in un garage del quartiere Massimina trasformato in una sorta di stanza delle torture.
Una volta dentro, mani e piedi legati, sarebbero state massacrate a turno con pugni, schiaffi, spranghe e oggetti di ogni tipo. In un caso, i sequestratori avrebbero persino versato acqua bollente addosso ai prigionieri, lasciandoli con ferite gravissime. Tutto — secondo gli inquirenti — per presunti debiti legati alla droga. A orchestrare questa spirale di violenza, undici persone: sei maggiorenni e cinque minorenni, tutti italiani. Per loro sono scattati due provvedimenti cautelari eseguiti dai Carabinieri di Roma Trastevere. Le accuse sono pesantissime: tortura, sequestro di persona, porto abusivo di esplosivo. L’indagine, coordinata dalla DDA e dalla Procura dei Minori, è nata quasi per caso: da un arresto in flagranza per droga del marzo 2025. Da lì, tassello dopo tassello, i magistrati hanno ricostruito non solo i due sequestri, ma anche un altro episodio inquietante: l’attentato dinamitardo del 30 giugno a Primavalle. Un ordigno che fece crollare l’androne di una palazzina Ater, scatenando il panico tra gli abitanti.
