Una tragedia che ha scosso l’Italia intera e continua a farlo con risvolti inimmaginabili. Primo la morte della 41enne Federica Torzullo, massacrata dal marito Claudio Carlomagno, ora nel carcere di Civitavecchia, poi il suicidio dei due genitori dell’uomo trovati impiccati nella serata di sabato nella loro casa di via Tevere ad Anguillara Sabazia. Un bambino di soli dieci anni che, nel giro di pochi giorni, vede scomparire quattro persone a lui care. Gli investigatori hanno ipotizzato fin da subito il suicidio, forse non hanno retto al dolore, alla vergogna, ai sensi di colpa. La tragedia di Anguillara Sabazia sembra non avere fine. A casa del fratello di Claudio a Roma è stato trovato un biglietto d’addio.
A fare la tragica scoperta una zia di Claudio Carlomagno.
La donna, Maria Messenio, era una figura nota nell’amministrazione locale della cittadina laziale. E’ stata assessore alla sicurezza del Comune di Anguillara fino a pochi giorni fa, quando, dopo il ritrovamento del corpo della nuora e l’arresto del figlio, ha presentato le dimissioni. Il marito, Pasquale Carlomagno, era finito nei giorni scorsi nelle carte delle indagini. Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso il suo furgone transitare davanti alla villa della coppia nelle ore a ridosso del delitto e fermarsi per nove minuti.
“Un vile omicidio domestico, in cui va contestata l’aggravante dei motivi abietti e il reato di vilipendio di cadavere”, hanno dichiarato i legali dei genitori di Federica. “Quanto accaduto non rappresentava un ‘ultimo appuntamento’, ma l’ultimo momento utile per l’indagato per tentare di trattenere Federica, ormai decisa a lasciare la casa coniugale e a iniziare un nuovo percorso da sola con il bambino. Una scelta chiara e irrevocabile, che esclude qualsiasi uso strumentale del minore, come confermato da chi conosceva Federica: sempre equilibrata, responsabile e rispettosa del ruolo genitoriale”. Significativo, hanno sottolineato gli avvocati, è quanto riportato dall’ordinanza del gip del 21 gennaio: l’indagato ha agito “eliminandola e privandola di ogni autonomia decisionale”, chiarendo così la natura della condotta. Gli inquirenti sono ancora alla ricerca del coltello e sono al lavoro per far luce sulle diverse zone d’ombra della vicenda.




