SFRUTTAMENTO NEI CAMPI




Lavoravano anche fino a 14 ore al giorno, sette giorni su sette, in condizione meteo diverse. Il pagamento tra gli 80 centesimi e un euro e mezzo a cassetta. Non potevano assentarsi per malattia, nè comunicare al telefono. Un controllo stretto e costante da parte dei caporali. In caso di controlli da parte delle forze dell’ordine l’obbligo era quello di fuggire pena la perdita del lavoro. Stessa pena in caso di malattia. Un caso di sfruttamento su cui ha fatto piena luce la procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. I lavoratori tutti extracomunitari e senza permesso di soggiorno. Le indagini coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e condotte dai carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro di Caserta, sono durate per oltre due anni ed oggi, tra Villa Literno e Mondragone, nel Casertano, sono scattati i provvedimenti. Nei guai sono finiti tre soggetti tutti domiciliati in provincia, nei confronti di questi è stata disposta
la presentazione alla Polizia giudiziaria, l’obbligo di dimora a carico di un altro soggetto. Sono accusati di intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoro per aver reclutato e impiegato manopodera clandestina. I braccianti, venivano reclutati in strada e trasportati sui luoghi di lavoro su dei furgoni fatiscenti anche adibiti a trasporto merci.

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