Aveva a bordo della sua auto una persona che definiva un suo parente pur non ricordandone il nome. Una stranezza che ha fatto scattare ulteriori accertamenti da parte dei militari che hanno avuto modo di appurare che il conducente dell’auto stava effettuando un servizio taxi pur non essendo in possesso della necessaria licenza indispensabile per l’esercizio dell’attività di trasporto pubblico non di linea che, è bene ricordarlo, integra il trasporto pubblico e viene effettuato da conducenti in possesso di adeguati requisiti psicofisici e particolari abilitazioni.
Il soggetto controllato è stato sanzionato, il mezzo posto sotto sequestro per la successiva confisca, la patente di guida gli è stata sospesa.
Il fenomeno dell’abusivismo nel settore del trasporto è fortemente combattuto dalle Fiamme Gialle a tutela sia degli utenti che viaggiano privi degli standard di sicurezza e legalità sia degli operatori regolari che si vedono sottrarre clientela.







