Un piano criminale che ha coinvolto direttamente quattro persone che ora risultano essere indagate. Per ricostruire i momenti del sequestro di Sarah e Alisya dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, hanno svolto un ruolo importante le intercettazioni telefoniche. Il decreto di fermo firmato dal procuratore
di Sulmona, Luciano D’Angelo, ricostruisce passo passo tutte le
fasi del piano, architettato da Valentina D’Acunto, la mamma
delle bambine, con l’aiuto del compagno Vincenzo Esposito e del
padre Marco D’Acunto, tutti finiti in carcere con l’accusa di
sequestro di persona aggravato in concorso. Il giorno prima della scomparsa di Sarah e Alisya, mamma Valentina ha ricevuto due telefonate da due numeri intestati a due pachistani. A sequestro avvenuto la mamma delle ragazze ha chiamato uno dei due numeri. Le sim erano tra le dieci acquistate illegalmente a Napoli, di cui sette ancora disponibili. Le successive intercettazioni disposte sui telefoni del papà, della mamma e degli zii di Valentina D’Acunto, hanno reso il quadro ancora più chiaro agli inquirenti che hanno poi fatto scattare il fermo. Anche Sofia Di Russo che ha ospitato le due sorelle risulta essere indagata.
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