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ROMA: GOVERNO DRAGHI, SOLO 95 SÌ

Il Senato ha approvato la fiducia al governo Draghi con soli 95 voti favorevoli, 38 contrari e nessun astenuto. I gruppi di Lega, Forza Italia e M5s non hanno preso parte alla chiama per la fiducia posta dal premier Draghi sulla risoluzione firmata da Pier Ferdinando Casini.

“Dobbiamo decidere se ci sono le condizioni per continuare l’attività del Governo”- ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi intervenendo al Senato per le comunicazioni in seguito alla crisi aperta dal mancato voto di fiducia del M5s al Dl Aiuti. Le dimissioni, ha spiegato, sono state una scelta “sofferta quanto dovuta”, perché “è venuta meno la maggioranza di unità nazionale” che era alla base dell’azione dell’esecutivo. Draghi ha rivendicato i risultati del Governo, sottolineando che però “la maggioranza si è progressivamente sfaldata”. L’unica strada per proseguire, ha spiegato, “è ricostruire il patto di fiducia” tra le forze della maggioranza. “Sono qui – ha poi detto Draghi interpellando i parlamentari – perché lo hanno chiesto gli italiani: siete pronti a ricostruire questo patto di fiducia?”.

“La democrazia è parlamentare ed è la democrazia che rispetto e in cui mi riconosco. Non ho chiesto pieni poteri”, ha spiegato Draghi nel corso della replica dopo la discussione generale. “Credo si possa arrivare a una soluzione di salario minimo che non veda l’imposizione del governo sui contratti – ha poi replicato al M5S -. Sul reddito di cittadinanza ho sempre detto che è una cosa buona, ma se non funziona è una cosa cattiva”.

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