“Mio figlio non si è suicidato. Me lo hanno ammazzato.
Da quando Paolo non c’è più io non vivo davvero: sopravvivo”. Queste le parole apparse sui social della mamma di Paolo Menedico, Simonetta La Marra. “Sopravvivo al vuoto, al silenzio, a quel posto che nessuno potrà più riempire. E ogni giorno mi porto addosso la stessa ferita: sapere che Paolo è stato lasciato solo quando aveva più bisogno di essere protetto”.
La signora Simonetta pone l’accento sulla disumanità, a suo dire, con cui si parla del caso. Chiede verità e non pietà. Rispetto perchè Paolo, dice la mamma, meritava di essere difeso mentre era vivo, non solo nominato quando ormai non può più parlare. Il caso di Paolo Mendico continua a scuotere le coscienze e solo la chiusura delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Cassino potrà permettere di fare piena luce sulla tragedia e mettere un punto fermo alla vicenda. Intanto la manifestazione prevista per mercoledì mattina a Fondi, a sostegno della dirigente, organizzata dagli studenti dell’istituto Pacinotti, causa maltempo è stata rinviata con molta probabilità a lunedì prossimo. In merito fa sentire la sua voce il fratellastro di Paolo Ivan Mendico che chiede al ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, di intervenire al fine di evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione. Nel testo, il fratello maggiore di Paolo segnala «un comportamento lesivo del ruolo istituzionale della scuola pubblica», contestando l’uso della funzione dirigenziale «per organizzare una manifestazione a tutela di una posizione personale, con il coinvolgimento degli studenti e la conseguente sospensione delle attività didattiche». La famiglia Mendico teme che la piazza diventi un giudizio pubblico contro chi ha denunciato, e chiede che l’istituto resti neutrale mentre la giustizia fa il suo corso.






