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RAPPORTO CARITAS, DATI NON INCORAGGIANTI

È durata oltre 60 anni l’avventura europea di una testa romana risalente al II secolo d.C., riaffiorata durante uno scavo effettuato a Fondi negli anni Trenta, trafugata tra il 1944 e il 1960 ORA finalmente tornata a casa.

Il reperto, rappresentante un soggetto giovanile ispirato alla figura di Alessandro Magno, è stato consegnato  al Museo Civico di Fondi dai militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, reparto operativo sezione archeologia. È in Germania, infatti, che il reperto ha trascorso parte della sua lunghissima vita. La svolta nel 1964 quando l’allora direttore del Museo Archeologico dell’Università di Münster, avendo inteso il valore dell’opera, decise di acquistarla da un privato cittadino di Amburgo. Il numero uno del polo espositivo tedesco, non essendovi evidenze circa la provenienza illecita del reperto, non poteva conoscere i dettagli di una vicenda storica che sarebbe stata ricostruita soltanto molti anni dopo. La buona fede dell’Università di Münster e del suo Museo Archeologico è stata confermata quando, da parte tedesca, è stata avanzata spontaneamente la proposta di restituzione. Secondo quanto ricostruito dal direttore del Museo Alfredo Moraci si tratta di una copia romana di un originale greco. Un reperto eccezionale,  i fori indicano chiaramente che la statua portava una corona, probabilmente realizzata in metallo. «È un’emozione continua – ha detto il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto – è la terza testa romana che rientra in città nell’arco di pochi giorni e non sarà l’ultima.

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