PROGETTAVANO ATTENTATO ALLA CASERMA




La camorra preparava un attentato alla caserma dei carabinieri di Mondragone. Il progetto della camorra 
di esplodere colpi di pistola contro la caserma risale a due anni fa. Antonio Bove, l’uomo di fiducia di 
Angelo Gagliardi, boss dell’omonimo clan del casertano, dagli arresti domiciliari effettuava una videochiamata a Virgilio Vellucci, detto “Bitusco”, e Luigi Marcello. “Soggetti organici all’associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti ma al bisogno utilizzati anche per il compimento di azioni violente strumentali all’espansione del clan”. Questo scrive il giudice per le indagini preliminari di Napoli nell’ordinanza di arresto contro il clan Gagliardi. Sono 
21 le misure cautelari eseguite in provincia di Caserta 
di cui 13 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 3 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, per le persone ritenute responsabili, a vario titolo, 
di associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione, incendio, detenzione e porto di armi, associazione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine ha permesso di scoprire come a capo del clan Gagliardi ci fosse un esponente di vertice, attualmente detenuto che avrebbe continuato a impartire direttive dal carcere a fiancheggiatori di rilievo rimasti in libertà. “È una struttura – ha spiegato il procuratore Gratteri durante una conferenza stampa – che ricorda molto la ‘ndrangheta per il rito tipicamente mafioso della “pungitura”. Una struttura chiusa e pericolosa, collegata dall’esterno al carcere con il capo ex affiliato al clan La Torre”.

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