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PREOCCUPA LA CRESCITA DEL COSTO DEI CARBURANTI

Un previsione di inflazione attesa dell’1,5% e la spesa delle famiglie in aumento tra i 25 e i 45 euro mensili

A pochi giorni dal precedente monitoraggio del 6 marzo, i prezzi dei carburanti registrano nuovi rialzi che confermano la tendenza già segnalata dall’associazione Codici e rafforzano i timori per l’impatto sull’inflazione e sul costo della vita delle famiglie.

Secondo i dati più recenti basati sulle comunicazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina in modalità self service ha raggiunto una media nazionale di 1,767 euro al litro, mentre il gasolio self service ha superato 1,950 euro al litro. Permangono inoltre forti differenze territoriali, con valori particolarmente elevati nelle aree del Nord e nelle Province autonome. Anche gli altri carburanti si mantengono su livelli elevati. Sulla rete autostradale i prezzi restano ancora più alti.

L’aumento registrato rispetto ai valori del precedente monitoraggio risulta particolarmente significativo soprattutto per il gasolio, che rappresenta la componente energetica maggiormente incidente sui costi della logistica, del trasporto merci e della distribuzione alimentare. Proprio per questo motivo, i nuovi rincari rischiano di tradursi rapidamente in un ulteriore aumento dei prezzi al consumo.

Alla luce dei nuovi rialzi registrati negli ultimi giorni, e in particolare dell’aumento significativo del gasolio, le proiezioni devono oggi essere parzialmente riviste al rialzo.

Le nuove stime indicano infatti che entro la fine di marzo l’incremento dei prezzi dei beni alimentari potrebbe collocarsi in una forbice compresa tra lo 0,6% e l’1,7%, con effetti più evidenti sui prodotti a maggiore incidenza logistica.

Sul piano macroeconomico, il livello attuale dei carburanti rende plausibile una pressione inflazionistica già nel mese di marzo compresa tra l’1,3% e l’1,5%, superiore alla stima iniziale dell’1,2% formulata a inizio mese.

Per le famiglie, ciò può tradursi in un incremento della spesa alimentare mensile compreso tra 25 e 45 euro per nucleo medio, con un impatto particolarmente grave per i soggetti economicamente più vulnerabili, che destinano una quota maggiore del reddito ai consumi essenziali.

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