Portata via e distrutta la foto di Pamela. Ancora una denuncia da parte della signora Alessandra, mamma di Pamela Mastropietro la diciottenne stuprata e uccisa il 30 gennaio del 2018 a Macerata.
A ncora una volta costretta a denunciare l’ennesimo sgarbo e atto vandalico ai danni del luogo di memoria dedicato alla ragazza.
Chi ha compiuto questo gesto, sostiene la signora Alessandra, non ha agito d’impulso: la cornice era fissa e assicurata con una catena in metallo. Questo significa che chi è arrivato sul posto era ben attrezzato con strumenti idonei a tagliarla o forzarla. Si è trattato di un’azione mirata e premeditata secondo la signora Alessandra.
Tutto ciò accade a poche settimane di distanza da una risposta ufficiale che ho ricevuto dalle istituzioni territoriali competenti, dice la signora Alessandra. Nelle carte protocollate a luglio 2026 mi è stato scritto testualmente che “non risulta che il sito sia interessato da una situazione di frequente o sistematica vandalizzazione”, che l’area si presenta “decorosa e priva di evidenze riconducibili a reiterati episodi di vandalismo” e che pertanto “non sono emersi elementi tali da far ritenere necessario un intervento specifico di videosorveglianza dedicata”.
Oggi i fatti e la realtà smentiscono categoricamente quanto affermato afferma la signora Alessandra.



