Il rapace, recuperato ferito e curato presso il CRAS del Parco Riviera di Ulisse è stato seguito lungo la rotta migratoria grazie a un dispositivo GPS/GSM. Il monitoraggio documenta la sua piena ripresa e offre nuovi dati scientifici sugli spostamenti della specie. Intanto anche Telemaco, un secondo biancone riabilitato e liberato dal Parco, ha iniziato la migrazione. Oltre 2.200 chilometri in sedici giorni, dal Lazio allo Stretto di Gibilterra. È il viaggio compiuto da Laerte, un esemplare di biancone recuperato ferito, curato e riabilitato presso il Centro Recupero Animali Selvatici del Parco Regionale Riviera di Ulisse e tornato in natura lo scorso 12 agosto.
Una storia di recupero della fauna selvatica che oggi diventa anche una storia di ricerca scientifica: grazie al dispositivo GPS/GSM applicato prima della liberazione, il personale del Parco ha potuto seguire gli spostamenti del rapace e documentare il lungo viaggio migratorio fino all’estremità meridionale della Penisola Iberica.
La storia di Laerte era cominciata nell’ottobre 2025, quando il biancone era stato recuperato nel territorio di Veroli, in provincia di Frosinone, con una ferita a un’ala e successivamente affidato al CRAS del Parco.







