NON È CALDO, È CRISI CLIMATICA

L’Italia sempre più sotto scacco della crisi climatica. Interviene Legambiente che chiede al governo più interventi di mitigazione e adattamento, subito lo stanziamento dei fondi per far partire

il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e la definizione di una strategia nazionale  

per i rifugi climatici nelle città prendendo come esempio l’esperienza avviata a Barcellona.

Nel week-end di caldo bollente Goletta Verde entra in azione e lo fa con un urlo per il clima che parte dal mare. “Non è caldo, è crisi climatica” è quanto ha gridato a gran voce la storica imbarcazione di Legambiente in navigazione lungo l’Adriatico. Dalla tropicalizzazione del Mediterraneo alla secca del fiume Po, dalla fusione dei ghiacciai alpini in quota per arrivare alle ondate di calore nelle città e all’aumento degli eventi meteo estremi, l’Italia è sempre più sotto scacco della crisi climatica. 

I dati messa in fila da Legambiente su mare e città parlano chiaro. Il primo campanello d’allarme arriva dal Mediterraneo. Secondo le foto satellitari del Marine Service information di Copernicus, rielaborate da Legambiente, a maggio 2026 la temperatura media mensile della superfice marina dell’Adriatico è stata di 18,3 °C, mentre a giugno è salita a 23,3 °C. Anche il Tirreno non se la passa bene. A maggio la temperatura media della superficie delle acque è stata di 19,2 °C, mentre a giugno è stata di 24,3 °C. Altro segnale di allarme l’aumento delle specie aliene nel mediterraneo: dal pesce scorpione al barracuda al granchio blu, solo per citarne alcuni.  

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