Home Altre NO ALL’ITALIANIZZAZIONE DEI PRODOTTI STRANIERI

NO ALL’ITALIANIZZAZIONE DEI PRODOTTI STRANIERI

Coldiretti Lazio al Brennero con una delegazione proveniente da tutte le federazioni provinciali, al fianco dei 10mila agricoltori arrivati da ogni regione d’Italia, per chiedere la revisione del codice doganale europeo e denunciare le distorsioni della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale, che consente di “italianizzare” prodotti esteri con semplici lavorazioni finali.

In occasione della mobilitazione nazionale, Coldiretti ha allestito anche un tavolo simbolico per mostrare come, dietro etichette apparentemente nazionali, si nascondano in realtà materie prime provenienti dall’estero.

Un’iniziativa concreta per rendere visibile un problema spesso invisibile sugli scaffali e denunciare un meccanismo che altera la trasparenza del mercato e penalizza gli agricoltori italiani.

Sul tavolo sono stati esposti cinque prodotti simbolo di questa pratica: dalle fettine di pollo sudamericano trasformate in crocchette di pollo “italiano”, al coscio di maiale olandese che diventa prosciutto italiano perché salato nel nostro Paese. E ancora la cagliata proveniente dall’Ucraina che, una volta lavorata, si trasforma in mozzarella italiana, uno dei prodotti simbolo della nostra Dieta Mediterranea. Non mancano i carciofi egiziani, lavorati e venduti come carciofi sottaceto italiani, così come le arance sudafricane che diventano succhi di frutta “italiani” perché trasformate in Italia. Fino al caso del grano canadese, trasformato in pasta italiana, simbolo per eccellenza del Made in Italy, con il rischio legato alla presenza di glifosato.

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