MADONNINA DI TREVIGNANO, SI VA VERSO IL PROCESSO

Si arriva alla verità per il caso delle presunte apparizioni di Trevignano, la procura vuole processare la santona Gisella Cardia, all’anagrafe Maria Giuseppa Scarpulla e suo marito Gianni. Concluse le indagini si va verso il processo, intanto emergono nuovi particolari sulle attività della coppia indagata per truffa aggravata in concorso. Per la Procura si sono approfittati della fragilità di anziani e disabili, terrorizzandoli con pericoli insesistenti. Gli oltre 365mila euro donati dai fedeli non risultano destinati a opere benefiche. False apparizioni della Madonna e lacrimazioni della statuetta inesistenti. Il sangue apparterrebbe alla santona, per questo la procura di Civitavecchia opera per il rinvio a giudizio. Gisella Cardia e il marito avrebbero quindi operato approfittando della fragilità e della credulità  delle persone. Parlavano di un pericolo immaginario per indurli a effettuare le donazioni, creando anche situazioni paranormali come apparizioni della Madonna.

Tra gli ex fedeli che hanno fatto donazioni ci sono Luigi Avella, che ha versato per l’associazione 92mila euro e sua moglie Francesca Pepe, che ha donato 30mila euro.

La perizia del genetista Emiliano Giardina ha fatto ritenere che il sangue trovato sulla statuina della Madonna, oggetto di adorazione sulla collina di Trevignano Romano, fosse proprio di Gisella Cardia

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