Una sentenza che non restituisce Satnam ma rende comunque giustizia a lui e alla sua famiglia. Si è chiuso con una condanna a 16 anni di reclusione il processo di primo grado a carico di Antonello Lovato per la morte di Satnam Singh, il bracciante indiano di 31 anni deceduto nel giugno del 2024. Riconosciute a Lovato le attenuanti generiche. La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d’Assise del Tribunale di Latina, presieduta dal giudice Mario La Rosa, insieme alla giuria popolare, dopo cinque ore di camera di consiglio. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro i prossimi 90 giorni. Riconosciuto l’omicidio volontario con dolo eventuale.
Nel corso della requisitoria la pubblica accusa aveva chiesto la condanna a 22 anni. I difensori di Lovato avevano chiesto la riqualificazione da omicidio volontario con il dolo eventuale a omicidio colposo. Lovato dovrà risarcire con 120.000 euro la compagna della vittima. La donna era presente alla lettura della sentenza assieme agli altri familiari.
Le amministrazioni comunali di Latina e Cisterna hanno scelto immediatamente di costituirsi parte civile nel processo penale per rimarcare l’importanza del rispetto dei diritti dei lavoratori ma anche i valori dell’accoglienza, dell’inclusione e della solidarietà.






