Home Altre LE CARETTA CARETTA PIÙ LENTE DEL SOLITO

LE CARETTA CARETTA PIÙ LENTE DEL SOLITO

Tartaruga

Le tartarughe marine si sono fatte attendere, quest’anno. Secondo le stime  alla prima settimana di agosto sono circa 280 i nidi di tartaruga marina Caretta caretta censiti finora lungo le coste italiane: un numero che segna un rallentamento rispetto alle stagioni eccezionali degli ultimi anni, culminate nel 2025 con oltre 700 nidi registrati a fine stagione, ma che racconta una dinamica naturale. Infatti, e femmine di tartaruga marina non depongono ogni anno. Dopo una stagione riproduttiva serve tempo, di norma due o tre anni, per ricostituire le riserve energetiche necessarie a produrre un nuovo carico di uova.  

Oscillazioni come quella osservata quest’anno sono quindi fisiologiche e non modificano il quadro generale: negli ultimi dieci anni l’Italia è diventata una delle principali aree di nidificazione del Mediterraneo occidentale. Questo fenomeno sembra essere favorito dal cambiamento climatico e dal progressivo riscaldamento delle acque, ma potrebbe riflettere anche la crescita della popolazione mediterranea di tartarughe marine. 

In Campania si registrano 37 nidi mentre nel Lazio sono 7.
 

La diminuzione del numero di nidi registrata quest’anno non è un fenomeno esclusivamente italiano. Questo suggerisce che anche in Italia, nonostante la recente e rapida espansione della nidificazione, le fluttuazioni annuali del numero di nidi riflettano già le naturali dinamiche cicliche osservate su scala mediterranea.  
 
Tuttavia, se il calo di quest’anno ha radici nella biologia della specie, le pressioni antropiche sugli arenili restano un problema aperto che soprattutto in alcune regioni cresce di stagione in stagione. La pulizia meccanica delle spiagge è la minaccia più sottovalutata. Ruspe, pale meccaniche, trattori e cingolati continuano a percorrere gli arenili italiani ogni mattina durante la piena stagione riproduttiva.
 
L’altro fronte critico è l’inquinamento luminoso. Le femmine di Caretta caretta depongono di notte e selezionano la spiaggia anche in base all’oscurità: un arenile investito dalla luce artificiale di stabilimenti, lungomare e strutture ricettive viene spesso evitato, o provoca una risalita senza deposizione. Al momento della schiusa il danno diventa irreversibile. I neonati si orientano verso il mare seguendo la luminosità naturale dell’orizzonte; le luci artificiali li attirano in direzione opposta, dove muoiono per disidratazione, predazione o investimento. 

Exit mobile version