“Dietro ogni numero c’è una persona. Servono prevenzione, controlli e una vera cultura della sicurezza”. Sul tema interviene ancora una volta la Ugl Lazio. Il quadro degli infortuni sul lavoro nel Lazio continua a destare forte preoccupazione. I dati più recenti dell’INAIL, relativi ai primi sette mesi del 2026 e aggiornati al 31 luglio, evidenziano 27.576 denunce di infortunio, contro le 25.607 registrate nello stesso periodo del 2025, con un incremento del 7,7%.
Particolarmente significativo è il dato relativo agli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, che passano da 19.836 a 21.645, con un aumento del 9,1%.
Preoccupa anche il dato relativo agli infortuni mortali: nei primi sette mesi del 2026 nel Lazio sono state registrate 50 denunce con esito mortale, contro le 47 dello stesso periodo del 2025.
“Non possiamo considerare questi numeri normali – dichiara Armando Valiani, Segretario UGL Lazio – I dati diffusi dall’INAIL, sostiene, devono rappresentare un ulteriore richiamo alla responsabilità di tutti. Come UGL Lazio, continua Valiani, chiediamo un rafforzamento delle politiche di prevenzione, dei controlli e della formazione.
La provincia di Roma concentra la quota più elevata delle denunce: nei primi sette mesi del 2026 sono state 21.917, contro le 20.284 dello stesso periodo del 2025, con un aumento dell’8,1%.
Seguono Latina: 2.194 denunce, +5,5%; Frosinone: 1.469, +0,9%; Viterbo: 1.268, +14%; Rieti: 728, +7,7%.
Anche gli infortuni mortali richiedono particolare attenzione: nella provincia di Roma sono state registrate 32 denunce con esito mortale, 8 a Latina, 6 a Frosinone e 4 a Viterbo.



