INCHIESTA “PORTA NAPOLETANA”

Arresti e indagati nell’inchiesta denominata “Porta napoletana” a Terracina. Misure cautelari nei confronti di più persone gravemente indiziate, a vario titolo, di scambio elettorale politico mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e turbata libertà degli incanti. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia capitolina. Nei gui sono finiti  Eduardo Marano, legato al clan camorristico “Licciardi”, espressione della cosiddetta Alleanza di Secondigliano; ai domiciliari il consigliere Gavino De Gregorio, eletto alle ultime amministrative nella lista del sindaco Giannetti e il titolare di un’agenzia immobiliare Michele Minale. Obbligo di firma per Andrea Belviso, considerato un prestanome di Minale e il divieto di esercitare la professione di commercialista per 12 mesi a Roberto Carocci. Sequestro preventivo, ai fini della confisca, di beni immobili e quote societarie per un valore complessivo di oltre 10.000.000 di euro.

Sulla vicenda è intervenuto nelle scorse ore anche il sindaco di Terracina Francesco Giannetti, ha espresso l’auspicio che le indagini possano sollevare il consigliere De Gregorio dalle responsabilità, e ha confermato l’impegno dell’Amministrazione comunale nel garantire trasparenza, legalità e correttezza nell’azione pubblica.  Un’Amministrazione che resta pienamente operativa e continuerà a lavorare con responsabilità e serietà nell’esclusivo interesse della comunità, ha detto il primo cittadino.

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