Nel Lazio come in Molise, in Campania come in Calabria, la carenza di medici è diventata ormai cronica. Una vera e propria piaga che colpisce soprattutto le aree interne e del sud Italia, sebbene anche il nord sia colpito da una crisi profonda. Il Lazio sta affrontando una grave carenza di medici, soprattutto di medicina generale, con centinaia di cittadini senza medico di base e un allarme per i pensionamenti imminenti che aggraveranno la situazione. Una crisi dovuta ad anni di mancata programmazione, basso incentivo economico e scarsa attrattività della professione, portando a bandi deserti e un numero elevato di medici anziani, evidenziando una necessità di riforme strutturali. Molti i cittadini che rinunciano alle cure, insomma il servizio sanitario nazionale non è proprio ottimale. I dati del rapporto Gimbe sottolineano soprattutto la rinuncia di molti cittadini alle prestazioni sanitarie. Intanto anche le istituzioni si mobilitano come il caso del sindaco di Isernia Pietro Castrataro che dal 26 dicembre dorme in tenda dinanzi l’ospedale.
La sanità in genere affronta una crisi demografica senza precedenti con molti medici che a breve andranno in pensione e altrettanto numerosi incominciano ad essere quelli che continuano a lavorare volontariamente nella sanità.
I sindaci corrono ai ripari con iniziative diverse, come il molisano Daniele Saia, sindaco di Agnone, che ha messo in campo importanti misure di incentivazione rivolte proprio ai medici.
Poi ci sono i cittadini, soprattutto anziani, sempre più preoccupati, che, nel capoluogo isernino, hanno preso parte ad una fiaccolata per sensibilizzare sui tristi temi inerenti la sanità. Circa settemila le presenze. Una vera e propria mobilitazione.







