Ricorrendo alla sistematica emissione e all’utilizzo di fatture false, un gruppo di imprenditori con base operativa a Roma ha realizzato una frode fiscale pari a circa 18 milioni di euro, che ha consentito di immettere anche sul mercato altoatesino prodotti hi tech a prezzi altamente concorrenziali, a discapito degli operatori commerciali che operano nel pieno rispetto delle regole.
Le prime evidenze che hanno portato all’esecuzione dei provvedimenti cautelari sono state acquisite nel corso della quotidiana attività di controllo economico del territorio svolta dai reparti del Comando Provinciale di Bolzano.
In tale contesto, le Fiamme Gialle hanno rilevato che alcune attività commerciali attive in provincia promuovevano la vendita di prodotti tecnologici di ultima generazione a prezzi stracciati e non in linea con i quelli di mercato.
I successivi approfondimenti hanno consentito di individuare i canali di approvvigionamento e di accertare come quelli che formalmente apparivano come i fornitori della merce altro non erano che dei prestanome, cui erano state intestate ditte individuali spesso attive per pochi mesi, che facevano da paravento a un gruppo di imprenditori romani che, schermandosi dietro quelle “teste di legno”, avevano ideato un’imponente frode fiscale.
In particolare, gli ideatori della frode provvedevano ad acquistare i beni in altri Paesi europei, interponendo tra il fornitore comunitario e gli acquirenti finali – commercianti al dettaglio e all’ingrosso su tutto il territorio nazionale – una serie di “scatole vuote”, la cui unica funzione era quella di farsi carico dell’iva dovuta su tali transazioni, con il proposito di non adempiere agli obblighi di versamento e la certezza che in nessun modo il fisco italiano avrebbe potuto rivalersi su coloro che risultavano formali debitori perché, appunto, nullatenenti. L’indagato principale è stato arrestato, tre le altre misure interdittive.






