La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione all’Ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Napoli dopo la la Sentenza emessa dalla Corte di Cassazione nei giorni scorsi che ha confermato la condanna alla pena dell’ergastolo per il delitto di omicidio aggravato dalle modalità mafiose, nei confronti di Francesco Napolitano e Michele Olimpio.
I due, ritenuti esponenti apicali del clan MALLARDO, operante nella città di Giugliano in Campania e nei comuni limitrofi, sono stati riconosciuti colpevoli, in concorso tra loro e con un terzo soggetto, poi deceduto, dell’omicidio di Mario Di Lorenzo, perpetrato a Giugliano il 12 ottobre del 1996.
Durante le indagini, condotte dal Centro Operativo DIA di Napoli era emerso che il Napolitano, nel 1996 reggente pro tempore del clan Mallardo, aveva deciso l’uccisione del Di Lorenzo a seguito delle reiterate violazioni alle “regole” dell’organizzazione camorristica, di cui faceva parte. In particolare, il Di Lorenzo, da poco transitato dall’avverso clan “dei piripicci” nel clan Mallardo, aveva rivolto richieste estorsive ai danni di piccoli imprenditori di Giugliano in Campania, nonostante il diniego espresso dal Napolitano, minando così la credibilità dell’organizzazione e dei suoi vertici.
A seguito della decisione presa dal Napolitano, Michele Olimpio, insieme al terzo soggetto, poi divenuto collaboratore di giustizia, condannato in primo grado e successivamente deceduto, eseguivano materialmente l’omicidio, colpendo la vittima, mentre si trovava a bordo della propria auto in un insediamento di case popolari di Giugliano.
Le indagini consentivano di contestare a loro carico di essere rispettivamente mandante ed esecutore materiale dell’omicidio.
