L’operazione Miglio Verde ha coinvolto le province di Roma, Latina e Frosinone, quest’ultima la maggiormente interessata. Due indagati sono stati posti ai domiciliari, obbligo di dimora per altri due e obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria per i restanti. L’attività d’indagine è stata effettuata dalla Squadra Mobile Ciociara e dal Commissariato di Polizia di Cassino, coordinati dalla Procura della Repubblica di Cassino. Non solo spaccio di droga ma l’indagine ha fatto luce sulla presenza di telefoni cellulari all’interno della casa circondariale di Cassino, di sim utilizzate dai detenuti e perfino droga che veniva anche rivenduta all’interno del carcere.
Tuttavia ci sono altri indagati quindi le indagini vanno avanti.
È stata così individuata una consolidata rete di comunicazione tra alcuni detenuti del carcere di Cassino ed alcuni soggetti esterni, finalizzata all’introduzione con le modalità più fantasiose di cellulari, schede Sim, e di sostanza stupefacente all’interno del carcere. Familiari e conviventi di detenuti complici nelle attività di introduzione nel carcere di sostanze e cellulari e poi una innovativa tecnica, quella del lancio della bottiglia.
L’attività investigativa è stata realizzata in una fase del Paese in cui la sicurezza nelle carceri ed i suoi riflessi verso l’esterno rappresentano un tema di indiscutibile attualità.







