9,3 miliardi di euro, questa la stima del rincaro delle bollette per le famiglie. Nelle principali città come Roma, Napoli e Milano i rincari più importanti.
L’analisi delle quotazioni evidenzia un quadro “sorprendentemente” stabile. Molte delle principali materie prime hanno addirittura registrato lievi riduzioni di prezzo. Si tratta di segnali che indicano come le catene di approvvigionamento globali e i mercati internazionali stiano reagendo con una certa resilienza all’incertezza del contesto internazionale.
Tra le materie prime monitorate dall’Ufficio studi della CGIA, soltanto i combustibili fossili hanno mostrato forti tensioni. Il prezzo del petrolio è salito del 45,8 per cento, mentre il gas ha registrato una crescita più significativa, pari al 62 per cento. In entrambi i casi gli incrementi di queste ultime due settimane sono stati superiori a quelli verificatesi dopo l’invasione russa all’Ucraina.
Nel complesso, tuttavia, i dati delle prime due settimane suggeriscono che l’impatto del conflitto sui mercati delle materie prime è stato, almeno fino ad ora, circoscritto. L’assenza di rialzi diffusi rappresenta un segnale incoraggiante per l’economia internazionale e per il sistema produttivo europeo, che almeno in questa fase non sembra esposto a una nuova ondata generalizzata di rincari delle materie prime.
Niente a che vedere con quanto successo dopo l’invasione russa in Ucraina
A Roma l’incremento complessivo della spesa energetica potrebbe toccare i 705,8 milioni di euro, a Napoli poco più di 406 milioni. Negli ultimi quindici giorni il prezzo della benzina è salito dell’8,7 per cento, mentre quello del diesel +18,2 per cento.
Per mitigare i rincari di bollette e carburanti è necessario tagliare Iva, accise e oneri di sistema. Questi i dati provincia per provincia riguardanti la stima della crescita dei costi per elettricità e gas. Roma 705,8 milioni di euro, Latina 86,8 milioni, Frosinone 71,4, Rieti 25,4 milioni, Viterbo 48,4 milioni di euro.
Per la Campania Napoli è a 406,2 milioni di euro e Caserta 128,7 milioni.
