In una fase storica tra le più complesse e delicate degli ultimi venti anni, si è svolto il Congresso della Uilm di Frosinone. Un appuntamento che ha rappresentato non solo un momento di rinnovo degli organismi dirigenti, ma soprattutto un’occasione di analisi e rilancio dell’azione sindacale in un territorio attraversato da crisi profonde e trasformazioni strutturali.
Negli ultimi quattro anni la provincia di Frosinone è stata segnata da vertenze difficili, crisi industriali improvvise, una transizione ecologica priva di una visione industriale organica, dallo shock energetico e dal rallentamento del settore automotive, con ricadute pesanti sull’indotto e sulle piccole e medie imprese.
Oggi si parla di ecatombe occupazionale, Cassino Plant oggi conta circa 2.100 dipendenti e vive una fase di forte ridimensionamento tra riduzione dei modelli assegnati, calo della domanda e incertezza produttiva. Nel solo mese di gennaio 2026 lo stabilimento di Piedimonte San Germano ha lavorato appena quattro giorni, con un utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali e una prospettiva ancora incerta sui volumi produttivi dell’anno in corso.
Le ricadute sull’indotto sono state significative, anche a seguito di processi di internalizzazione di attività che hanno determinato la perdita di appalti storici. Nel 2025, nella provincia di Frosinone, sono state utilizzate complessivamente 12,6 milioni di ore di cassa integrazione, con un incremento del 37,8% rispetto al 2024. Oltre la metà delle ore ha riguardato il settore metalmeccanico, che ha registrato 8,9 milioni di ore, in aumento del 66% rispetto all’anno precedente.
Il Congresso ha eletto Gennaro D’Avino nuovo Segretario della Uilm di Frosinone. A lui il compito di guidare l’organizzazione in una fase cruciale per il futuro industriale della provincia. D’Avino succede a Francesco Giangrande, colui che per i tanti anni ha guidato la struttura territoriale con impegno e responsabilità.

