Sono cinquantuno le pagine scritte con l’intento di ricostruire il duplice omicidio di Cisterna e spiegare perchè l’ex finanziere Christian Sodano è stato condannato all’ergastolo.
Al centro della ricostruzione c’è il rapporto con Desyrée Amato, figlia di Nicoletta e sorella di Renée, indicata dai giudici come il vero bersaglio dell’azione di Sodano. La fine della relazione e il rifiuto della giovane di tornare sui propri passi avrebbero alimentato nell’imputato un atteggiamento sempre più possessivo, fino a limitare le sue amicizie, le uscite, il lavoro e gli spostamenti.
Per la Corte si sarebbe trattato di una vera e propria «vendetta trasversale»: colpire le persone più vicine alla donna.
La mattina del giorno in cui Sodano ha compiuto il delitto, l’omicida si sarebbe armato della Beretta in dotazione alla Guardia di Finanza, entrando poi nell’abitazione della famiglia. La discussione con Desyrée degenerò e, durante la concitazione, intervenne la madre Nicoletta, successivamente raggiunta dai proiettili. Poco dopo venne colpita anche Renée.
Determinanti, secondo i giudici, anche le azioni successive. Sodano si allontanò in auto, mentre Desyrée riuscì a mettersi in salvo. In seguito Sodano contattò lo zio, raggiunse la sua abitazione e attese l’arrivo delle forze dell’ordine, consegnando l’arma.
Elementi che, insieme alle perizie psichiatriche e agli accertamenti medico-legali, hanno portato la Corte a escludere l’ipotesi difensiva di un improvviso blackout mentale. Nessun «episodio dissociativo acuto», secondo i giudici Sodano, al momento dei fatti, sarebbe stato lucido e pienamente consapevole delle proprie azioni.






