CI HA LASCIATO DON ANTONIO MAZZI

È questa la storia di don Antonio Mazzi e della sua Exodus, le immagini che state vedendo si riferiscono all’ottobre del 2000 quando sono stati festeggiati i dieci anni della sede di Cassino. Una vita dedicata a chi rischiava di restare indietro, agli ultimi, ai tossicodipendenti.

L’ha spesa così la propria esistenza don Antonio Mazzi, morto a Milano all’età di 96 anni nella sua casa all’interno del Parco Lambro, dove ha sede la comunità Exodus da lui fondata oltre quarant’anni fa.

Negli anni ’70, di fronte al dramma della droga che devastava i giovani al Parco Lambro, è nata Exodus, una rete di comunità che ancora oggi sostiene migliaia di giovani fragili. Una rete che oggi piange per lui.

Un ‘prete matto, borderline’ amava definirsi don Antonio Mazzi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Numerosi i messaggi di cordoglio da parte delle istituzione. Perdiamo una figura che ha segnato la storia sociale e umana della nostra comunità dice il sindaco di Cassino Enzo Salera. Grazie alla lungimiranza dell’allora Abate di Montecassino dom Bernardo D’Onorio, da una semplice cascina a San Pasquale su un terreno dell’Abbazia prese vita la comunità di Exodus, prosegue il primo cittadino.

Da quella scommessa è nata una realtà straordinaria, cresciuta negli anni e capace di stringere collaborazioni feconde con la città Martire. La cittadinanza onoraria che la città gli volle conferire fu solo l’atto formale di un affetto che, nei fatti, esisteva già da tempo.

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