È morta nella mattinata di venerdì all’età di 78 anni. Emma Bonino era stata ricoverata in ospedale, presso il Santo Spirito di Roma, il 7 settembre. Nella giornata di giovedì era uscita dalla terapia intensiva dell’ospedale ed era stata trasferita in una struttura privata. La situazione clinica di Emma Bonino era stata sempre definita delicata. La sua vita sempre impegnata nella lotta per le libertà.
Emma Bonino fu scelta dalla politica radicale, si legge in una nota di Più Europa. Fu proprio un divieto a cambiare la sua vita e da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. Lottò contro l’aborto clandestino, contro la partitocrazia e la fame nel mondo.
Un impegno affinchè venissero sempre rispettati i diritti e i doveri di ogni persona. Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione, ha scritto in un post il presidente del consiglio Giargia Meloni. È stata una delle politiche italiane più note degli ultimi decenni, leader di Più Europa, storica leader del Partito Radicale e protagonista di due delle battaglie per i diritti civili che più hanno cambiato l’Italia, quella sul divorzio e quella sull’aborto. Nel 2015 aveva scoperto un tumore ai polmoni, poi la guarigione nel 2023. Conosciuta anche in provincia di Frosinone per le sue battaglie da attivista. La sua ultima iniziativa politica è stata la lista +Europa, di orientamento europeista e liberale, con cui alle elezioni del 2018 fu eletta senatrice.







