Lo stato d’incertezza continua a dominare il futuro dello stabilimento Stellantis di Cassino. Dopo che il nuovo amministratore delegato Antonio Filosa ha deciso di prendere ulteriore tempo sul destino del sito ciociaro, attorno al plant si rincorrono ipotesi, indiscrezioni e supposizioni di ogni genere. Si parla di possibili nuovi modelli Alfa Romeo e Maserati, di partnership industriali con gruppi cinesi, fino ad arrivare agli scenari più preoccupanti, quelli che evocano una lenta e progressiva dismissione dello stabilimento. Insomma Cassino Plant continua a vivere nell’incertezza più assoluta, intanto lunedì fermo per il reparto lastratura, verniciatura e montaggio, martedì solo il montaggio. Ormai al Cassino Plant è diventato strutturale il fermo produttivo segnale di una profonda crisi che ormai non può più essere sottovalutata. Lo sconforto cresce giorno dopo giorno, ed è figlio soprattutto dall’atteggiamento di Stellantis, che continua a mantenere il massimo riserbo sulle proprie strategie per Cassino. Un silenzio che alimenta preoccupazioni e timori in un territorio che da decenni lega il proprio destino economico a quello del plant ciociaro.
Serve un piano industriale serio, credibile e sostenibile che restituisca prospettive produttive allo stabilimento e fiducia a un territorio che vive in larga parte dell’economia generata dal Cassino Plant e dalla sua filiera.
Ludovico Zonfrilli, sindacalista Fim-Cisl, sottolinea la necessità di agire con immediatezza, qualora Stellantis dovesse annunciare nuovi modelli o nuove partnership industriali, dice Zonfrilli, i tempi per la loro realizzazione sarebbero inevitabilmente lunghi. La progettazione, l’industrializzazione e l’avvio delle produzioni richiedono anni, i lavoratori non possono aspettare tutto questo tempo.
Occorre affiancare alle strategie di lungo periodo una serie di misure immediate che consentano di ridurre il ricorso alla cassa integrazione e riportare le persone al lavoro, chiosa Zonfrilli.
