Obbligo di dimora in provincia di Latina per la mamma di Sarah e Alisya Valentina D’Acunto, per il nonno Marco D’Acunto e per il compagno della mamma Vincenzo Esposito. Così è stato deciso nel corso dell’udienza di convalida del fermo che si è tenuta presso il tribunale di Sulmona al termine degli interrogatori di garanzia. Hanno ora l’obbligo di presentarsi due volte al giorno ai carabinieri di Minturno.
Il giudice ha ritenuto l’obbligo di dimora sufficiente a scongiurare il rischio di reiterazione del reato. “Restano da verificare ulteriori circostanze per accertare l’eventuale coinvolgimento di altre persone”, ha spiegato il procuratore del tribunale di Sulmona, Luciano D’Angelo. Zia Sofia, la donna ottantenne presso la cui abitazione sono state trovate le minori, è indagata per concorso in sequestro di persona.
“Valentina D’Acunto ha fornito alcune spiegazioni, dice ancora il procuratore D’Amico, ma si tratta di sue convinzioni personali. Il suo obiettivo era tornare ad avere con sé le figlie”.
Niente carcere quindi, ma solo obbligo di dimora per la madre di Sarah e Alisya, le due sorelle di 16 e 12 anni ritrovate domenica scorsa a Formia, dopo due settimane di ricerche a seguito dell’allontanamento dalla casa famiglia di Civitella Alfedena.
“Hanno commesso una grossa sciocchezza. Si sono pentiti, ha commentato, a margine dell’udienza di convalida, il legale dei tre Enrico Mastantuono. Hanno preso coscienza che questa cosa non andava fatta perché c’erano dei presidi normativi da rispettare. Forse il progetto è nato perché presi dallo sconforto generato dalla notifica della sentenza di fine maggio, quella che restituiva la responsabilità genitoriale solo al padre delle ragazze e non alla madre.





