I registri e i verbali dei consigli di classe sono stati prelevati all’istituto Pacinotti dai carabinieri della compagnia di Formia. Sotto la lente degli investigatori, in attesa delle relazioni degli ispettori inviati nei giorni scorsi dal ministero, ci sono le dichiarazioni rese dai genitori di Paolo Mendico, il 15enne che si è tolto la vita nella sua abitazione di Santi Cosma e Damiano, ma anche degli insegnanti e dei dirigenti degli istituti frequentati dal ragazzo, a partire dalla scuola primaria. L’inchiesta aperta dalla Procura di Cassino, lo ricordiamo, lavora in una direzione, quella della istigazione e aiuto al suicidio, ma il procuratore di Cassino Carlo Fucci non tralascia altri aspetti di una vicenda che risulta avere ancora molti lati oscuri. Continuano quindi le indagini da parte della procura di Cassino unitamente a quella dei minori di Roma ma anche le indagini amministrative disposte dal ministero. Con il passare dei giorni emergono anche altri elementi di una vicenda dai contorni sempre meno chiari. Sembrerebbe che la frase scritta su una chat da Paolo qualche giorno prima dell’inizio della scuola non risulta essere quella inizialmente diffusa “se faccio tardi conservatemi un posto in prima fila” bensì “io al secondo” in risposta agli altri che scrivevano le loro preferenze sui posti da occupare. Nel paese si rincorrono voci e c’è chi parla di altri episodi, per così dire nascosti. Bullismo?, c’è chi dice che in questa storia c’entri poco.
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