Dichiarazioni che lasciano riflettere quelle rilasciate alla collega Paola Grauso nel servizio andato in onda mercoledì sera nel corso del programma Chi l’ha Visto di Rai 3 da parte della direttrice dell’ufficio scolastico regionale del Lazio Anna Paola Sabatini, che arrivano in un momento delicatissimo dell’intera vicenda e creano ancora più confusione, come se non bastasse quella già esistente, sulla vicenda del presunto suicidio di Paolo Mendico, il ragazzo di 14 anni di Santi Cosma e Damiano, che alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico avrebbe compiuto il gesto estremo. Nei diversi contesti i familiari hanno sempre puntato il dito su presunti atti di bullismo subiti da Paolo dagli amici di scuola e che avrebbero generato profonde insofferenze nell’adolescente. Ora però sembrano cambiare versione su quanto fino ad oggi sostenuto.
La domanda ce la poniamo anche noi che stiamo seguendo la vicenda sin dall’inizio e la risposta prontamente la troviamo, stando a queste dichiarazioni ci vengono seri dubbi sull’esistenza dei tanto citati atti di bullismo di cui Paolo sarebbe stato vittima. Ciò che sta emergendo è l’esistenza di una classe difficile in genere e non singoli atti di bullismo. Poi le dichiarazioni, già in parte anticipate, dell’ufficio regionale scolastico del Lazio. Allo stato attuale non esiste un quadro chiaro, non c’è certezza dell’esistenza di atti di bullismo. Intanto proseguono le indagini da un lato della Procura dei minori di Roma che valuta la posizione di alcuni compagni di classe di Paolo e quella della Procura della Repubblica di Cassino tesa ad accertare la posizione e le responsabilità degli adulti che hanno avuto contatti con Paolo.
Lapidario è stato il pensiero del presidente del Senato Ignazio La Russa nel corso del programma di Del Debbio Diritto e Rovescio, “Ognuno deve riflettere sul proprio ruolo, se Paolo ha compiuto tale gesto è perché ha perso la fiducia in tutto anche nei confronti di chi gli stava attorno”. Forse bisognerebbe incominciare a cercare altrove i motivi alla base dell’insano gesto compiuto da Paolo.




