Dopo il taglio di 17 centesimi sul diesel, la CGIA guarda con fiducia al prossimo 4 agosto, data in cui il governo dovrebbe varare una misura più strutturale contro il caro-carburanti. I rincari dei prezzi alla pompa registrati in queste ultime settimane, purtroppo, non si stanno abbattendo solo su famiglie e pendolari, ma anche sui piccoli autotrasportatori. Va ricordato che il credito d’imposta da oltre 320 milioni di euro introdotto dall’Esecutivo per alleggerire la componente fiscale del diesel interessa solo il 22 per cento circa dei mezzi pesanti circolanti nel Paese. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, dall’inizio del conflitto nel Golfo Persico il prezzo del diesel è salito del 20,9 per cento, ovvero 36 centesimi in più al litro. Allo stremo anche taxisti, Ncc e agenti di commercio
Il caro carburante rappresenta oggi una criticità che interessa l’intero territorio europeo, non solo l’Italia. È opportuno sottolineare come i rincari registrati nel nostro Paese nel corso degli ultimi mesi, a seguito dello scoppio della guerra nel Golfo Persico, risultino comunque più contenuti rispetto a quelli rilevati in altri Stati membri con cui l’Italia si confronta sul piano economico.







