ALISYA E SARAH, PROSEGUONO LE RICERCHE

Sono i volontari del soccorso alpino, circa una cinquantina, che nelle scorse ore sono stati impegnati nelle operazioni di ricerca di Alisya e Sarah, le due sorelline originarie di Minturno, scomparse ormai da 12 giorni dalla casa famiglia di Civitella Alfedena in provincia de L’Aquila, presso cui erano ospitate da due anni.

Sono state battute la zona del lago di Barrea e la zona boschiva alle spalle della casa famiglia, senza risultati positivi. Insieme a loro sono scesi in campo anche gli uomini della Guardia di Finanza, diverse squadre dei vigili del fuoco e una squadra di speleologi intenti a ispezionare luoghi meno facilmente accessibili come anfratti e grotte. Sono stati passati al setaccio anche i rifugi montani che si trovano nel circondario. Gli inquirenti hanno ascoltato il fidanzatino di una delle sorelle, la più grande, un ragazzo di origini egiziane che ha compiuto da poco i 18 anni e che nei mesi scorsi ha lasciato la casa famiglia che ha ospitato anche lui. Il ragazzo che, raggiunto anche dalla nostra troupe, ha preferito non parlare, potrebbe costituire un “ponte” tra la casa famiglia e i contatti esterni. Secondo gli investigatori non sarebbe del tutto estraneo alla fuga organizzata dalle sorelle che si erano allontanate senza telefoni cellulari e con una serie di oggetti personali. Secondo indiscrezioni le indagini si concentrano su tre schede telefoniche collegate alle due sorelline. Secondo gli inquirenti, una delle SIM in uso alle ragazze sarebbe intestata al compagno della madre, mentre un’altra risulterebbe riconducibile a un cittadino di origine kosovara.

Sono quattro le denunce di parte confluite nell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona: due per sottrazione di minori aperta contro ignoti e due per abbandono di minori che coinvolge i gestori della casa famiglia.

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