Oggi si celebra…

Giornata-Mondiale-del-Malato2016

CassinoGiornata Internazionale contro l’Uso dei Bambini Soldato: quanto pensate sia efficace il Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, istituito nel 2002 per impedire che un minore di 18 anni possa essere reclutato forzatamente o utilizzato direttamente nelle più varie ostilità? Se sono 153 gli Stati che hanno ratificato il Protocollo, bandendo l’impiegato dei bambini nei conflitti, gli oltre 250mila piccoli ed adolescenti arruolati (non sono soltanto maschi, attenzione) sono forse concentrati tutti nei rimanenti Paesi? Probabilmente no e ciò che allarma è che queste stime sono approssimative e, comunque, anche caute.Giornata-Internazionale-contro-l-Uso-dei-Bambini-Soldato2016 Come si potrà immaginare, fargli imbracciare un’arma ed agire non è complicato: più piccoli sono e più si riesce nell’intento. Si comincia strappandoli dalle loro case senza che possano granché rifiutarsi, perché magari sono sopravvissuti ai massacri delle loro famiglie. Una volta assoldati (eufemismo), finisco per svolgere ogni ruolo: costretti a combattere o a trasportare rifornimenti, a fare da spie o scudi umani, mentre le bambine –nello specifico- spesso diventano (anche) schiave sessuali. Vie di fuga non ve ne sono, se non in rarissimi casi. Dati forniti dall’Unicef parlano di bambini-soldato fra le file di gruppi armati, ma anche di truppe governative. I conflitti in corso, purtroppo, non smentiscono la brutale tendenza all’utilizzo dei bambini tra i ranghi militari, sia di gruppi armati ribelli, che di milizie governative. In Repubblica Centrafricana, ad esempio, se ne contano almeno 6.000 nei combattimenti, così come in Siria e in Sud Sudan. Ad oggi, a meno di un intervento divino, l’unico strumento rimane quel Protocollo. Per questo la Coalizione Italiana Stop all’Uso dei Bambini Soldato (composta da ‘Alisei’, ‘Cocis’, ‘COOPI’, ‘INTERSOS’, ‘Save The Children Italia’, ‘Telefono Azzurro’, ‘Terre des Hommes Italia’ e ‘UNICEF Italia’), lancia il sito www.bambinisoldato.it in cui possibile trovare news e approfondimenti in lingua italiana e una sezione con la documentazione internazionale sul fenomeno. L’augurio è di una rapida ratifica globale di quel documento perché si possa prestissimo abolire questo triste fenomeno.

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