L’EROSIONE DELLE SPIAGGE

Ce la siamo sempre cavata da soli e continueremo così. Questa la riflessione amara di Giuseppe Quatrale che si fa portavoce di tutti gli operatori balneari del tratto formiano di arenile nella zona di Vindicio. Tuttavia vi sono delle problematiche che, affrontarle, richiederebbe l’intervento delle istituzioni. Una situazione di emergenza che riguarda non solo le spiagge del sud pontino. Il Lazio presenta oltre 100 chilometri di costa sabbiosa in erosione, nonostante i numerosi interventi di ripascimento, pari al 30% di quelli effettuati in tutta Italia. E’ la situazione del litorale laziale, che si sviluppa per oltre 360 chilometri con 220 di coste basse sabbiose.

“Già negli anni settanta – spiega Legambiente Lazio – il fenomeno dell’erosione costiera era presente, e coinvolgeva circa 20-25 chilometri di costa, il 10% dei km totali. Dai dati del Ministero dell’Ambiente, nel 1990 i chilometri di erosione erano 77. Gli ultimi dati sono stati diffusi nel 2018 nelle Linee guida nazionali sull’erosione costiera. Sono riferiti al periodo 2007-2012 e riportano la presenza di 103 chilometri di tratti di litorale in erosione (pari a circa il 44% del totale delle spiagge basse sabbiose), con una perdita di arenile stimata in circa 200mila metri quadrati l’anno. C’è da sottolineare che almeno metà dei tratti in erosione nel Lazio, a fine anni novanta erano già stati ‘protetti’ da opere rigide come pennelli, barriere radenti e scogliere, che nel 1997 risultavano essere 460″. Nell’attuale situazione pandemica la preoccupazione degli operatori sale alle stelle, così come sono sempre più preoccupati dalla ripetute forti ondate di maltempo che si stanno manifestando nelle ultime settimane.

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