IL TE DEUM DELL’ABATE OGLIARI

Tempo fa mi è capitato di ascoltare un annuncio pubblicitario che diceva pressappoco così: «Anno da dimenticare o nuove opportunità per ripartire?». Così ha esordito l’abate di Montecassino dom Donato Ogliari nel consueto Te Deum di fine anno. La domanda era ovviamente retorica, ha continuato, e rivelava un indubbio ottimismo circa le nuove opportunità che potrebbero dischiudersi anche in un tempo di crisi come quello provocato dalla pandemia in atto. La realtà ci invita ad attraversare le prove della vita con uno sguardo paziente e fiducioso, non prigioniero della sterile lamentela, ma sorretto dalla speranza nella presenza provvida e amorosa di Dio. Secondo l’abate Ogliari, anche l’esperienza della pandemia dovrebbe spingere ognuno di noi ad affrontare il futuro con fiducia e speranza, senza venir meno, però, a quel sano realismo che, di fronte alla crisi in atto, ci sprona a riscoprire stili di vita più genuini, ad essere più attenti alle cose che veramente contano, ad essere più disponibili a condividere quello che siamo e che abbiamo con chi ci vive accanto e che è meno fortunato di noi e più fragile, ad essere meno succubi delle sollecitazioni effimere di una cultura che, spesso, mira a sedurre col volto peggiore di sé: quello del vuoto e dell’egocentrismo.

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